Non finire come loro: impara a difendere la tua web-reputazione

Source: tiscali.jack

Date: Jan 23, 2009

By: tiscali.jack

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Italian media outlet spotlights ReputationDefender services. ReputationDefender Founder and CEO Michael Fertik provides additional information and tips on how to safeguard your online identity.

Non finire come loro: impara a difendere la tua web-reputazione

Ai tempi del web 2.0, la reputazione è tutto. Ecco perché potrebbe bastare un commento on-line negativo per rovinarti (o, almeno, peggiorarti) la vita. Ed ecco anche perché, su internet, sono sempre di più gli esperti che ti danno consigli su come controllare quel che gli altri dicono di te. Credi che sia soltanto un gioco per maniaci di internet? Invece no. Secondo alcuni studi, sette datori di lavoro su dieci fanno ricerche sul web per scoprire quel che candidati non scrivono nei loro curriculum. Cercano i motivi per cui si cambia lavoro, le cattive abitudini, comportamenti pericolosi e quant’altro possa pregiudicare la prestazione professionale (ma facilmente sconfinano anche nella sfera personale). Non è difficile credere che oltre il 50 per cento degli intervistati si dichiari restio ad assumere persone sulle quali ha trovato informazioni negative.

Tutto questo ha fatto venire un’idea a Michael Fertik, fondatore della Reputation Defender (www.reputationdefender.com), vera e propria miniera di informazioni per evitare si farsi una pessima web-reputazione. Secondo Fertik, infatti, salvaguardare la propria reputazione on-line è importante quanto stare attenti alla carta di credito. Il punto di partenza è che, qualunque cosa tu stia cercando sul web (amicizia, lavoro, divertimento), il tuo interlocutore sarà condizionato da quel che troverà sul tuo conto. Ecco perché, per esempio, un semplice caso di omonimia o somiglianza potrebbe procurarti un sacco di guai.

Ma com’è possibile difendersi da tutto ciò? Secondo Fertik è molto difficile. Innanzitutto non delegare a nessuno la propria identità on-line, per esempio dando accesso a social network o album fotografici. In sostanza, non lasciare che qualcun altro scriva o mostri cose sul tuo conto. Ma soprattutto cercare di costruirsi una reputazione positiva, magari attraverso un buon profilo su Facebook. “Non si tratta di narcisismo”, sostiene Fertik, “bensì di sopravvivenza: in tempi di crisi economica anche questi piccoli dettagli potrebbero fare la differenza al momento di una selezione per un posto di lavoro”.

La cosa più importante, comunque, è anche la più semplice: frequenti monitoraggi per intercettare e risolvere (facendo richiesta di cancellare le pagine indesiderate) eventuali false testimonianze.

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