I RICERCATORI DI GOOGLE AVVERTONO: ATTENTI AI DATI PERSONALI SUI SOCIAL NETWORK

Source: Agenda della Communicazione

Date: Jan 18, 2009

By: Yuri Piccione

Link: Online story


Italian commentator Yuri Piccione discusses social networking and its ability to tarnish online reputations. Piccione cites ReputationDefender Founder and CEO Michael Fertik as a source of web reputation aid.

I RICERCATORI DI GOOGLE
AVVERTONO: ATTENTI
AI DATI PERSONALI
SUI SOCIAL NETWORK
Avere un profilo su Facebook e MySpace, dicono i ricercatori del motore di ricerca, può essere rischioso per la propria riservatezza. La colpa è soprattutto della superficialità degli utenti, che spesso non utilizzano i filtri messi a loro disposizione per proteggersi e postano con leggerezza video e immagini dove sono riconoscibili. Anche i siti, però, dovrebbero aiutarli, informandoli meglio.

I social network come Myspace e Facebook, che hanno avuto negli ultimi anni un boom spaventoso, offrono nuove opportunità di comunicare, ma pongono anche una serie di problemi in materia di privacy. A denunciarlo è un team di ricercatori di Google – Monica Chew, Dirk Balfanz e Ben Laurie – che hanno effettuato un’indagine sui rischi cui ci si espone, in termini di riservatezza, nell’avere un proprio profilo nei siti in questione.
È chiaro che chi decide di comparire su Facebook vuole condividere con altri, conosciuti o no, immagini e informazioni su di sè, ma in realtà il controllo che l’utente medio ha su questo flusso di dati personali è molto inferiore rispetto alla percezione che ne può avere. Non sempre infatti, spiegano i ricercatori, l’internauta utilizza correttamente i filtri che il sito mette a sua disposizione per proteggersi. Spesso, anzi, capita che gli utenti siano convinti di rivolgersi a pochi contatti, mentre in realtà stanno rendendo accessibili i propri dati a migliaia di persone. Anche le diverse identità che si possono creare nel mondo virtuale sono molto più a rischio di quanto possiamo pensare: i riconoscimenti indesiderati possono avvenire facilmente attraverso la condivisione di video e immagini, soprattutto da parte di utenti che sanno bene quali sono le potenzialità del mezzo e conoscono gli strumenti per infilarsi nelle pieghe della privacy. Chew, Balfanz e Laurie ritengono comunque che questo problema sia in parte risolvibile attraverso un costante aggiornamento sulle attività svolte sui social network, con una maggiore informazione agli utenti su quali informazioni saranno veicolate e quali no e con l’elaborazione di filtri più efficienti. Per tutelare la propria privacy, chi possiede un profilo Myspace o Facebook dovrebbe quindi fare più attenzione alle informazioni che condivide, ma è altrettanto vero che la maggior parte del lavoro deve essere svolto dai siti stessi, che dovrebbero munirsi di software e filtri in grado di ovviare a questi inconvenienti. E per chi avesse già messo in giro sul web informazioni che minano la propria reputazione…c’è sempre la possibilità di ricorrere a Michael Fertik!

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